Verbale di maggioranza del 7 aprile 2015

All'Ordine del giorno:
1- Bilancio di previsione 2015
2- Crisi aziendali in provincia di Gorizia: De Franceschi PRESENTI:

Presidente della Provincia:
Enrico Gherghetta

Assessori:
Mara Černic
Vesna Tomsič
Donatella Gironcoli
Federico Portelli
Ilaria Cecot

Consiglieri:
Dario Furlan
Gennaro Falanga
Mario Lavrenčič
Alessandro Zanella
Patrizia Mauri
Aljoša Sosol
Savio Cumin
Luca Bigot
Mauro Mazzoni
Fabio Del Bello

ASSENTI:
Andrea Ferletic
Elisabetta Medeot
Sandro Soranzio

1- Bilancio di previsione 2015

La Provincia di Gorizia è una delle poche amministrazioni in Italia che chiuderanno il proprio bilancio previsionale 2015 in pareggio. Questo numero si riduce ancora di più se limitiamo l’analisi alle sole province. Durante l’anno corrente si è dovuto far fronte a 1,5 milioni di euro di minori entrate. Questa cifra è stata compensata da un taglio sulle spese del personale (a causa di pensionamenti e mobilità associate al mancato turnover, fermo per legge da diversi anni), da un incremento delle entrate provenienti dalla partecipate, da risparmi diffusi sulle spese dell’ente, da minori quote associative e da maggiori introiti.
Nel documento contabile di bilancio sono state coperte da fondi tutte le spese necessarie al funzionamento. Da segnalare che parte dei fondi non vincolati saranno utilizzati per riattivare il bando per la raccolta e lo smaltimento dell’amianto (60.000 euro) e per contribuire all’acquisto di una strumentazione necessaria alla formazione di saldatori tubisti che, in collaborazione con il Consorzio Industriale di Monfalcone, permetterà l’inserimento lavorativo di diverse decine di nuovi operai all’interno dei cantieri navali di Monfalcone.

2- Crisi aziendali in provincia di Gorizia
La maggioranza consiliare presenterà un ordine del giorno durante il Consiglio provinciale col quale chiedere alle aziende, che operano sul territorio della provincia, il rispetto delle regole interne al mondo del lavoro e l’uso di tutti gli strumenti possibili per salvaguardare i lavoratori.
Questa iniziativa è nata dall’analisi della crisi De Franceschi: i nuovi proprietari dell’azienda pare non intendano avvalersi degli strumenti di ammortizzazione sociale previsti dalla legge, riducendo il personale senza dare loro la possibilità di mantenere un sostentamento economico e avere modo così di riqualificarsi e reinserirsi nel mondo del lavoro.

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