La piena e buona occupazione

Il lavoro rappresenta una priorità nel nostro programma. L’anima della coalizione di centro-sinistra.
Disuguaglianza nella distribuzione del reddito e terziario sempre più precarizzato, sono testimoni di come la competizione globale stia mettendo in crisi il nostro modello di stato sociale.
È assolutamente ingiusto che l’imposizione fiscale sul reddito da lavoro sia maggiore di quella sulla rendita finanziaria.
Le forme esasperate di flessibilità sul lavoro creano precarietà soprattutto tra i giovani e incapacità di potersi costruire un futuro certo.
Non siamo noi che dobbiamo lavorare come i cinesi ma loro avere i diritti che abbiamo noi.
Non è facile ne immediato anche se comincia a farsi strada l’idea che dobbiamo esportare più democrazia e “civil law” e meno delocalizzazioni .
Nella nostra Provincia il tasso di disoccupazione è tra i più bassi d’Italia, ma non basta. Molti posti di lavoro sono a rischio e l’apparato produttivo continua a essere debole sul fronte dell’innovazione e della capitalizzazione. Non ci può essere crescita economica senza occupazione.
La crisi è straordinaria ma gli ammortizzatori sociali sono ancora quelli costruiti per soluzioni ordinarie. Non c’è buona occupazione senza nuovi ammortizzatori sociali e senza stabilità.
La cancellazione del reddito di cittadinanza da parte della Regione è stato un grave errore che ha tolto agli enti locali uno strumento utilissimo per affrontare la crisi e le nuove povertà.

1.    Difendere e valorizzare il ruolo di eccellenza dei CPI (centri per l’impiego) della Provincia, nel contesto del Piano triennale per l’occupazione, in stretta sinergia con la Regione nell’individuare gli interventi e le priorità per creare  e difendere l’occupazione:
·    Sostegno nuove assunzioni
·    Gravi crisi aziendali
·    Percorsi personalizzati
·    Formazione mirata
·    Stabilizzazione occupazionale
·    Assunzioni elevate qualifiche
·    Nuova imprenditoria
·    Competitività imprese
·    Collocazione mirata persone disabili e/o svantaggiate
·    Quote immigrazione
·    Sportello badanti
2.    Nuovo ruolo dei servizi per l’impiego: potenziamento della Task force provinciale che promuove l’incontro fra domanda e offerta attraverso visite mirate.
3.    Fare crescere lo sportello occupazionale transfrontaliero per un mercato del lavoro con la stessa tassazione e gli stessi diritti e opportunità. Promozione rete Eures.
4.    Promozione dei percorsi formativi e dell’inserimento occupazionale delle categorie più deboli attraverso il collocamento mirato.
5.    Valorizzazione del ruolo attivo della Provincia nella soluzione delle situazioni di crisi.
6.    Formazione professionale: alle Province la programmazione sul territorio, in modo da integrare l’offerta pubblica e privata in un unico Progetto formazione per una offerta di qualità e per un effettivo raccordo tra scuola, Università e centri di formazione professionale per diffondere competenze realmente utili al mercato del lavoro.
7.    Giovani: contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile mettendo in campo specifici strumenti come i tirocini finanziati in azienda e la promozione dell’autoimprenditorialità.
8.    Politiche di genere: favorire la conciliazione fra tempi di vita e di lavoro attraverso la flessibilità degli orari di lavoro e la facilità di accesso ai servizi di supporto.
9.    Tavolo sicurezza sul lavoro in collaborazione con l’ASL, l’Ispettorato del lavoro, le forze dell’ordine, gli enti di formazione professionale, INPS e INAIL, ecc.: promozione sicurezza, convenzione prime cure, formazione antinfortunistica permanente, potenziamento delle strutture di vigilanza e monitoraggio dei rischi.
10.    Sostenere l’accesso al credito da parte dei lavoratori precari e dei lavoratori in CIG.
11.    Promuovere la responsabilità sociale della imprese: la nuova cultura di impresa al fine di garantire la qualità, la sicurezza e la regolarità delle condizioni di lavoro oltre che il rispetto per l’ambiente e la comunità dove l’impresa opera. Si sosterranno azioni per la promozione del bilancio sociale e la certificazione etica.
12.    Qualità del lavoro: il lavoro non è solo una questione di numeri relativi a disoccupazione, mobilità, saldo avviamenti-cessazioni, ammortizzatori sociali, ecc., ma anche di qualità del lavoro:
·    negli ultimi anni si registra un incremento considerevole del ricorso alle assunzioni a tempo determinato. Se da una parte questo viene visto come una risposta alle comprensibili esigenze di flessibilità imprenditoriale, è anche vero che queste tipologie contrattuali, per l’incertezza di entrate a medio termine,  possono portare una riduzione dei diritti dei lavoratori se collegate a tipologie contrattuali altamente precarie e poco enumerate. Esse possono altresì deprimere consumi e investimenti (si veda ad esempio la crisi dell’edilizia) delle persone assunte con tali contratti e quindi di conseguenza ad una diminuzione della produzione industriale;
·    disoccupazione intellettuale: molte ricerche macroeconomiche hanno evidenziato nel nostro territorio una bassa ricerca da parte delle aziende di laureati. Questo ha spinto la Provincia a concedere contributi per le assunzioni di personale qualificato con lauree tecniche , ma deve anche far riflettere da una parte sulla necessità di un marketing territoriale rivolto, oltre che alle aziende di produzione, anche ad aziende di servizi, e dall’altra ad un ripensamento e ad una rivalutazione dell’avviamento verso lavori manuali, come quelli artigianali, con migliori prospettive occupazionali;
·    marketing territoriale: deve essere perseguito anche attraverso la valorizzazione degli enormi vantaggi logistici del nostro territorio. A titolo esemplificativo la realizzazione di un accesso al mare per la zona Schiavetti di Monfalcone permetterebbe di avere una zona industriale, unica in Italia, con accesso al mare, con collegamento ferroviario e con una bretella che collega al casello autostradale e all’aeroporto;
·    problematiche del lavoro indipendente: la Provincia ha deciso di avviare uno studio, in collaborazione con l’Agenzia Regionale del Lavoro, per studiare tutto quel mondo composto da liberi professionisti, collaboratori a progetto, partite iva “mono-committenti”, di cui non sempre le Istituzioni percepiscono l’importanza e le problematiche afferenti a queste categorie. Infatti la diversità di problematiche, la tendenza alla frammentazione, la rappresentanza presente solo in alcuni casi , seppur significativi come ad esempio gli Ordini Professionali, richiedono uno sforzo di analisi da parte dei soggetti pubblici su tutta una serie di tematiche come l’aspetto previdenziale, la rappresentanza, il proliferare degli iscritti, le difficoltà ad incassare le proprie prestazioni, il rapporto con il credito, ecc. che possa portare ad un rapporto maggiormente costruttivo.

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