Niente muri ne macerie

Saremo forti cittadini europei se avremo solide radici e tradizioni.
È un bel dire in una terra che è stata al centro di guerre, scontri etnici e politici, tragedie, e che non a caso viene chiamata la terra del confine mobile.
Qualcuno ci ricorda che era anche un confine plurale e in questa pluralità sono le nostre radici.
Il passato, la nostra storia non deve essere un peso da sopportare ma un patrimonio comune: per noi dare spazio all’elaborazione critica del passato significa progettare un domani condiviso che passa attraverso il comune orgoglio del cammino democratico e antifascista che ha portato l’Italia a diventare una Repubblica e il comune riconoscimento degli orrori del ventennio fascista, delle tragedie causate della guerra nazifascista e delle tragedie del nostro dopoguerra.
Comune sentire antifascista, democratico e repubblicano. Comune rispetto e cordoglio per i drammi e le vittime di questo confine martoriato.
Sono le persone, siamo noi, solo noi, che dobbiamo intraprendere questa strada. Niente più muri. Niente più macerie.

1.    La cosa più importante è la pace. Avanti con innumerevoli iniziative promosse assieme agli enti e alle associazioni aderenti alla Consulta provinciale per la Pace, tra le quali la riconferma del Treno della Memoria e la convenzione con il Comune di Medea per l’Ara Pacis come luogo simbolo di pace.
2.    Adesione a Nessuno Tocchi Caino contro la pena di morte.
3.    Sostenere ed incoraggiare tutte le iniziative volte a promuovere il dialogo multiculturale e la difesa di tutte le minoranze e culture.
4.    Valorizzare il Comitato permanente sulla Resistenza e sulla Costituzione.
5.    Realizzare il Museo del ‘900: favorire studi, ricerche e pubblicazioni sulla storia delle nostre terre, in particolare sulle drammatiche vicende legate alle due guerre.
6.    Sostenere le associazioni combattentistiche e favorire il dialogo italo sloveno sulle vicende storiche promuovendo la riconciliazione.
7.    Valorizzare il turismo storico, i siti della grande guerra e i percorsi di pace.
8.    Promuovere la ricerca, gli studi etnografici e le pubblicazioni sugli usi e costumi delle singole realtà.
9.    Valorizzare le peculiarità culturali bisiaca e gradese.
10.    Sostenere i gruppi folkloristici.
11.    Promuovere l’Isontino come terra dell’accoglienza e integrazione.

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