Una Provincia unita, aperta ed europea

Siamo una Provincia piccola, ma il nostro ruolo è importante in questa Regione, non abbiamo bisogno di rivendicare nulla perché siamo centrali nella nuova Europa e siamo sempre stati capaci di costruire occasioni di sviluppo importanti.
La collaborazione con la vicina Slovenia in ogni campo della vita economica e sociale rappresenta una via naturale per lo sviluppo del nostro territorio e per il consolidamento delle relazioni sociali tra i cittadini europei.
L’unità della nostra Provincia non è solo uno slogan, ma deve essere la base per diventare europei e sviluppare una nuova identità provinciale.
Serve una Provincia aperta a tutte le idee di cambiamento e chiusa a tutti i pregiudizi e divisioni, siano essi linguistici o territoriali. La gente è più unita della politica.
Chi lavora e paga le tasse deve avere il diritto al voto amministrativo. Questo vale per tutti, compresi gli stranieri, altrimenti è un diritto negato.
L’Europa ha superato la sua fase pionieristica, e non richiede più simbolismi o grandi sogni, ma una concreta e fattiva quotidianità istituzionale, economica, fiscale e del vivere civile, dove la sicurezza sociale sia garantita a tutti. È questo il punto d’approdo: una normalità europea fatta di progetti concreti e diritti praticati.
L’integrazione è fatta di diritti e di doveri, per tutti.
La paura non serve, la conoscenza e il reciproco rispetto sono le migliori garanzie.
La sicurezza, la legalità e le libertà individuali sono quindi il contesto in cui far crescere i diritti di tutti.

1.    Unità della Provincia di Gorizia che si oppone all’idea delle città metropolitane e rifiuta l’idea del friuli storico.
2.    Aggiornamento del Protocollo transfrontaliero e sua unione con il Patto per lo Sviluppo all’interno di una prospettiva di EureGo (europrovincia isontina) e attraverso un quotidiano lavoro transfrontaliero su singoli settori.
3.    Applicazione e difesa della legge sulla comunità slovena.
4.    Valorizzazione della lingua friulana.
5.    Bilancio in italiano, sloveno e friulano.
6.    Valorizzazione della multiculturalità e delle comunità linguistiche nel rispetto delle tradizioni, gradese e bisiaco.
7.    Avanti con la cooperazione internazionale su acqua, Argentina, bacino del Mediterraneo, Balcani. Collegamento con concittadini all’estero.
8.    No al CIE di Gradisca, no ai CIE, impegno per una nuova politica europea sull’immigrazione.
9.    Impegno a favore dei richiedenti asilo: alloggio e tutela legale.
10.    Piano provinciale dell’immigrazione, sportelli in rete, insegnamento lingua e leggi italiane, mediazione culturale, sicurezza sul lavoro, diritti e doveri.
11.    Favorire la mediazione sociale e la reciproca conoscenza interculturale.
12.    Realizzare forme di collaborazione transfrontaliera sui diritti.
13.    Favorire l’integrazione sociale e culturale degli immigrati residenti sul nostro territorio anche in vista dell’auspicabile estensione a loro favore del diritto di voto amministrativo.
14.    Adeguare la nostra Polizia Provinciale alle priorità di competenza ambientale previste dal regolamento provinciale.
15.    Predisposizione del primo Piano della sicurezza provinciale, con particolare attenzione alla sicurezza urbana, sul lavoro, sulle strade e nelle abitazioni.
16.    Proporre la Cittadella dell’ordine pubblico presso l’area di non volo dell’Aeroporto di Gorizia, con un nuovo carcere che sia luogo di pena e riabilitazione.
17.    Difesa e sostegno alla presenza del Tribunale, collaborazioni con tutti gli attori presenti, Tribunale, Procura, Avvocati.
18.    Per i diritti sindacali dei lavoratori della sicurezza.

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